Peccato che le foto parlino chiaro: spiagge gremite, bambini che fanno castelli di sabbia, gente che prende il sole, qualcuno che gioca con le onde. Insomma, la solita apocalisse balneare di fine agosto.
Due vigili passeggiano smarriti sul lungomare. Si guardano attorno come chi, invitato a una festa, scopre che nessuno ha rispettato il dress code. Devono far rispettare l’ordinanza… ma da dove cominciare? Fermare la signora col cappellino di paglia? Multare i bagnanti in acqua fino alle ginocchia? O forse chiedere alla Regione di scendere in spiaggia a convincere i bambini a uscire dall’acqua?
Intanto gli stabilimenti devono “assicurare le attrezzature”, perché si sa, il vero pericolo non sono le onde ma la sedia sdraio che potrebbe ribellarsi.
Nel frattempo, il mare fa il suo dovere: onde che si infrangono, un po’ di schiuma, lo spettacolo che chiunque – tranne l’ordinanza – definirebbe “estate ligure”.
Ma non temete: il divieto resterà valido anche domani. Per la Regione Liguria siamo tutti in pericolo, anche con l’ombrellone piantato nella sabbia e la focaccia in mano.
Forse il prossimo passo sarà vietare anche di guardare il mare, non si sa mai che un’onda ci colpisca con lo sguardo.
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